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Linux: gestire i moduli

Visto che sto scrivendo un po’ di guide, e non ho voglia tutte le volte di spiegare come caricare un modulo, caricarlo all’avvio o disabilitarlo… Lo scrivo qui che faccio prima.
Nota: questa guida vale con tutte le versioni di linux che usano i module-init-tools (dalla versione 2.5.48 in poi, insomma).

Un esempio della modularità di Linux :-P

Un esempio della modularità di Linux 😛

I moduli sono parti di codice del kernel esterne dalla parte principale del codice (la parte monolitica). Rispetto al codice incluso nel kernel hanno il vantaggio di poter essere caricati¹ dinamicamente, anche più volte per modulo.

Un kernel prevalentemente modulare permette il caricamento delle sole parti di codice necessarie al nostro sistema, evitando sprechi di memoria e velocizzando l’accensione della macchina.

Al contrario un kernel più monolitico risulta più “grosso” e lento da avviare.

Tutto questo a parità di quantità di codice. Se si includono solo le parti che servono per la singola macchina nella compilazione di un kernel monolitico il consumo di memoria e la velocità di avvio vengono ottimizzati, soprattutto se si elimina l’esigenza del initrd². Perdendo ovviamente la flessibilità di un kernel modulare. Peccato che l’unico metodo per avere un kernel (più) monolitico sia ricompilarlo. Per ovvi motivi di compatibilità i kernel rilasciati dalle distribuzioni contengono la maggior parte dei driver sotto forma di modulo, per avere la compatibilità con un parco macchine maggiore.

Caricare e rimuovere un modulo

Per caricare un modulo asta fare il comando

sudo modprobe nomemodulo

Per rimuovere un modulo basta fare

sudo modprobe -r nomemodulo

Ovviamente sudo serve per diventare superutente, se si è già superutente basta non metterlo all’inizio del comando.

La lista dei moduli caricati

Per vedere i moduli caricati al momento basta fare il comando lsmod, magari in pipe (|) con less (per scorrere meglio la lista) o grep filtro (per vedere solo parte dell’output tramite un filtro).

Caricarli all’avvio

Bisogna aggiungere il nome del modulo al file /etc/modules.

La sintassi del file è:

#eventuali commenti

nomemodulo1
nomemodulo2

Basta accodare il nome del modulo nel file e al prossimo avvio verrà caricato in automatico.

La lista nera

Per evitare che un modulo si carichi automaticamente all’avvio basta accodarlo al file /etc/modprobe.d/blacklist.conf.

La sintassi del file è:

#eventuali commenti

blacklist modulochenonvuoi
blacklist altromodulononvoluto

Al prossimo avvio i moduli selezionati non dovrebbero caricarsi³.

Note

1. O rimossi.
2. Init Ram Disk, una piccola immagine che viene caricata nella ram all’avvio, contenente i moduli principali che servono per l’avvio del sistema.
3. Non sempre mi è funzionato, probabilmente se il modulo è caricato da altri programmi o script tramite modprobe (per ovvi motivi) non funziona… Soprattutto a me non va quando provo ad eliminare il modulo lp, quello della “porta stampante”… 😦

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Wii: nuova versione di Opera (Canale Internet)

Finalmente un aggiornamento per Opera e Flash sul Wii!

Opera per Wii - detto anche Canale Internet

Opera per Wii - detto anche Canale Internet


Ecco il messaggio che è arrivato o arriverà nelle bacheche della console.

Gentile utente,

Nintendo ti informa che è disponibile un aggiornamento del Canale Internet.

In questo aggiornamento è inclusa una versione più recente di Adobe Flash, così avrai accesso ad ancora più contenuti.

Inoltre, fino ad oggi era possibile scaricare il Canale Internet dal Canale Wii Shop al costo di 500 Wii Points. Tuttavia, Nintendo ha deciso di incoraggiare tutti gli utenti e le loro famiglie a navigare in Internet stando comodamente seduti sul divano… sì, da oggi il Canale Internet è scaricabile gratuitamente!

Se hai già acquistato il Canale Internet spendendo 500 punti, hai il diritto di usufruire di un’offerta speciale, valida da fine ottobre a fine dicembre: durante questo periodo potrai scaricare gratuitamente un gioco per NES del valore di 500 Wii Points presente sulla Virtual Console!

Quando Nintendo avrà stabilito con precisione il periodo di validità dell’offerta, pubblicherà la notizia sul sito Internet ufficiale e sulla bacheca Wii.

[…]

Dettagli un po’ più tecnici

La versione di Flash passa dalla vetusta 7.x alla 9.1.122.0 . Era ora…

La versione di Opera non si capisce se sia la stessa o no. Considerando proprio che ieri pomeriggio è uscita la versione 10 di Opera. L’identificazione del browser è sempre Opera/9.30 . Ma non so fino a che punto possa essere affidabile.

Occupa anche qualche blocco in meno. È un vantaggio sia per chi lo usa installato sulla console, più spazio libero, sia per chi lo installa sulla scheda esterna, tempo di caricamento un pelino più basso.

Per chi l’ha già acquistato

È l’unico tasto un po’ dolente. Io l’ho scaricato gratuitamente quando era in beta, quindi non ho pagato niente per scaricarmelo in versione stabile.

Chi invece l’ha comprato (500 punti = 5€) non è previsto il rimborso in punti, ma lo scaricamento di un gioco NES del valore di 500 punti. Limitato per soli due mesi.

Non facevano prima a rimborsare i punti? A 500 punti si possono prendere anche giochi per WiiWare o magari si può prendere altro di valore superiore cumulando i punti che si hanno di già.

Io la trovo un’idea veramente di cattivo gusto. Potevano renderlo gratuito sin dall’inizio, piuttosto, visto che il rimborso dei punti per loro è un’idea così bizzarra…

Vim: controllo ortografico un po’ più avanzato

Ho un po’ perfezionato le istruzioni per il controllo ortografico in Vim, ma non mi sembrava il caso di aggiornare quelle che ho già scritto, anche perché restano valide. Solo che queste sono meglio!

SuperVim!

SuperVim!

Quello che non avevo scritto nelle istruzioni precedenti era come aggiungere parole personalizzate ad un dizionario locale.

Sinceramente non avevo capito come fare… 😛

Ho dato un occhiata più approfondita in un momento di particolare bisogno e l’ho capito. Chissà perché adesso mi sembra fin troppo semplice¹.

Per aggiungere le parole a un dizionario personalizzato basta fare il comando

:set spellfile=nomequalunque.codifica.add

Dove il nome del dizionario può essere un nome a scelta², mentre la codifica è il nome della codifica del file³.

Aggiunte all’articolo precedente

Nel file di configurazione ~.vimrc4 conviene aggiungere le nostre variabili standard per il controllo ortografico:

set spelllang=it spellfile=it.utf-8.add

In modo tale da dover attivare il controllo ortografico col comando un po’ più veloce :set spell. Per attivare il controllo ortografico all’avvio basta aggiungere spell al parametro precedente:

set spell spelllang=it spellfile=it.utf-8.add

I parametri spelllang e spellfile hanno anche la loro versione abbreviata, molto comoda da usare nel comando :set5. Rispettivamente si possono scrivere spl e spf. Quindi un metodo per cambiare il la lingua del correttore ortografico e contemporaneamente il dizionario personalizzato è :set spl=en spf=en.utf-8.add.

Note

1. Chissà perché funziona sempre così? 😛
2. Io l’ho chiamato it.utf-8.add, visto che li separo per lingua. Si possono anche dividere per argomento o non dividere affatto e dare un nome qualunque.
3. utf-8 se la codifica del file è unicode, latin1 se è quella di Windows per i caratteri latin1. Ha lo stesso significato dei nomi delle codifiche nei file dei dizionari.
4. Letto anche da GVim, quindi dà le impostazioni sia a Vim che a GVim.
5. In realtà anche il comando :set è l’abbreviazione di :setlocal

Backstage

Vim: correttore ortografico

Sto usando molto Vim in questi giorni…

Non questo di Vim... :-P

Non questo di Vim... 😛

Sto scrivendo roba abbastanza lunga, sto scrivendo gli articoli di questo blog¹ e varie altre cose…
Tante ovviamente in lingua italiana. Stavo incominciando a sentire quindi l’esigenza di un controllo ortografico. Ho provato a vedere di usare direttamente aspell, ma senza risultato. Ho provato a cercare un correttore ortografico per Vim: l’ho trovato!

In realtà è dalla versione 7 che è stato implementato, solo che non ci sono i dizionari integrati. Sono gli stessi dizionari di OpenOffice.org ma leggermente modificati. Visto che sono praticamente fissato con i pacchetti, ho fatto il pacchetto con i dizionari per UTF-8 e latin1.

Il pacchetto si trova nel mio repository oppure a questo indirizzo.

Nel caso non usiate Debian o Ubuntu, non vogliate convertire i pacchetti con alien o vogliate installare manualmente i dizionari − magari anche di altre lingue − il metodo è semplice.
Basta andare a questo indirizzo e prelevare i file .spl da mettere nella cartella /usr/share/vim/vim72/spell².

Quei file sono versioni modificate, tramite le patch disponibili sempre al suddetto indirizzo, dei dizionari di OpenOffice.org . Casomai si volesse una versione un po’ più aggiornata della attuale, che risale a febbraio del 2008, basta prendere un dizionario più aggiornato di OpenOffice.org (se ce ne sono…).

Per attivare il controllo ortografico basta fare il comando

:setlocal spell spelllang=it

Mentre col comando (valido solo per gvim)

:setlocal mousemodel=popup

Si attiva il menu del tasto destro del mouse, che permette di selezionare le proposte del correttore ortografico dalla lista del menu contestuale.

È possibile integrare i comandi precedenti direttamente nei file .vimrc e .gvimrc della cartella Home per abilitarli all’avvio di Vim o GVim. Basta inserirli come righe nei file di configurazione senza i “:” (due punti) iniziali³.

Note

1. 😀 gh…
2. Sostituire il numero della propria al posto del 72 se la versione non è la 7.2.x .
3. Io ho messo l’opzione del mouse nel file .gvimrc, mentre il controllo ortografico lo attivo solo se necessario. Non è che serva molto un correttore ortografico quando si scrive un Makefile o uno script Bash…

Fonte: dizionari e foto.

Da Ubuntu a Windows XP? Difficile tornare indietro :-D

Mi è stato regalato un netbook, un Acer One abbastanza datato.
Era il più economico, probabilmente perché di fabbrica non c’era installato Windows. Ciò nonostante, probabilmente per piazzare l’ultimo pezzo esposto, non solo era corredato di un kit per installare Windows XP, ma c’era un altro Windows XP preinstallato. Che culo, due XP aggratisse. 🙂

Non aspetto altro che installarci sopra Ubuntu, visto che mi è un po’ (tanto) più congeniale. Solo che non ho ancora avuto occasione di acquistare una chiavetta per installare il sistema operativo. Risultato: almeno su questo computer¹ per un po’ userò XP.
Non che mi dispiaccia, l’ho usato per anni. Solo che mi ha dato la possibilità di riflettere meglio sui motivi che ho per non tornare più a Windows. A livello di usabilità, intendo, perché alla filosofia GNU/GPL non credo rinuncerei mai. Per niente al mondo.


Ubuntu contro XP

Ubuntu contro XP

Windows XP

Come quando ho sempre acceso XP per la prima volta, sia che fosse il mio o di un cliente, ho notato subito i programmi accesi inutilmente. Avendo 512 MB di RAM il netbook (8 mangiati dalla scheda video) la lentezza mostruosa dovuta a tali programmi si notava. E non poco.
Eliminati tutti i programmi e i servizi a me inutili − visto che lo uso come sistema monoutente ho tolti i servizi che servono per il multiutente, e i programmi li ho identificati tramite Spybot Search and Destroy − ho incominciato ad usarlo.
Internet Explorer 7 era leeeeentiiiiissiiiiiiimoooooo. Sostituito con la versione 8 ha incominciato a funzionare in modo decente, anche se il menu si vede tutto nero…

Lo strano menu "oscuro"

Dopo qualche giorno di sofferenza², ho eliminato l’antivirus. Non lo reggevo più…

Adesso la navigazione è decente, ma non riesco a fare nient’altro. Non riesco ad esprimere il massimo delle mie potenzialità.

Ubuntu

Il motivo iniziale per cui ho cominciato ad usare Ubuntu è stato prettamente venale: il costo.
Volevo mettere un PC in più nella vecchia sede del negozio ed avevo già un vecchio PC disposto ad entrare, solo che non volevo spendere nella licenza di Windows.
Da allora Ubuntu è maturato di parecchio, tanto che lo consiglio a molti dei miei clienti. Quei pochi che sono passati ad Ubuntu si sono trovati bene. Mi pare…

Cosa mi è mancato

Dei programmi di cui ho sentito la mancanza molti sono presenti anche in Windows, ma con funzionalità ridotte o con installazioni complicate.

  1. La prima cosa di cui ho sentito la mancanza è apt (apt-get e synaptic). La semplicità dell’installare i pacchetti dai depositi è impressionante. Mi pare, infatti, che stiano cercando di implementarlo nella versione successiva a Windows 7. Insomma per ora non c’è nulla di simile, o comunque non a quel livello.
  2. Non c’è un editor di testo semplice avanzato a la Vim.
  3. La copia di dispositivi fisici come file tramite dd. È possibile anche con Windows, ma non è proprio la stessa cosa. . . Non si possono incanalare comandi uno dietro l’altro. Ottenere lo stesso risultato di dd if=/dev/sda |nc 192.168.1.123 12345 su un computer e nc -l 12345|lzop > disco.raw … Non c’è paragone.
  4. L’inserimento dei caratteri speciali tramite il tasto compose e le combinazioni di AltGr+letteraqualunque. Mi è stato detto che c’è un programma apposta, ma in Ubuntu non devo installare niente, e le combinazioni di compose possono anche essere modificate³.
  5. La possibilità di creare e modificare i pacchetti software facilmente. È sicuramente più facile creare un pacchetto l’installer della nullsoft che un pacchetto Debian, me ne rendo conto. Ma modificare un pacchetto nullsoft non credo sia alla portata di tutti. Creare un pacchetto Debian da sorgenti già debianizzati è una sciocchezza4.

Insomma, è veramente difficile per me rinunciare ad Ubuntu!

Edit (ven ago 14 23:20:31)

Altri programmi che non ho trovato su Windows sono gimp e pidgin con bonjour.
Ci sono, come c’è anche il Vim che ho citato sopra, ma non proprio come vorrei io.
Sono tutti programmi basati sulle librerie GTK2, le librerie su cui si basa Gnome. Ogni versione di questi programmi installa l’ultima versione di quel momento delle GTK2, col risultato di avere più installazioni delle librerie. Nel caso di apertura di più applicazioni ci sarebbero più GTK2 caricate in memoria. Insomma preferisco usare uno Gnome con le librerie già utilizzate da altri programmi che avere più installazioni di GTK2 caricate contemporaneamente.

Last but not least, il copia e incolla col tasto centrale. In Ubuntu è abbastanza selezionare un testo per copiare e cliccare col centrale per incollare… Non comodo, di più!!!

Note

1. L’ho usato per scrivere almeno fin qui.

2. Mia…

3. Anche perché non so cosa farmene dell’inserimento avanzato delle lettere accentate con compose…

4. Basta anche solo prendere “in prestito” la patch dal deposito ufficiale di Ubuntu. 😛

Entrambi i simboli dei sistemi sono marchi registrati dei rispettivi proprietari.

La licenza della prima immagine è CC-BY-SA.

Fonte del logo di Windows.

Facebook: DDoS e notificatore per Gnome

Ovviamente i due concetti sono separati… 😛

Oggi i server di facebook hanno subito un DDoS. Avevo notato un po’ di malfunzionamenti da stamattina, ma pensavo fosse la mia rete a dare problemi.

Tipico esempio di DDoS

Tipico esempio di DDoS


Sembra che adesso (23:44) sia stato sistemato. Ma un po’ di malfunzionamenti li ha dati, anche se stavo pensando che i server stessero per collassare. Visto che sono gestiti benissimo…

Fonte: facebook, foto

Facebook notifier

Tornando alle cose serie. Negli ultimi giorni c’è stato un po’ di traffico nel deposito GIT di facebook-notifier.

Mi avvererte che ho fatto il login, vicino a pidgin, kupfer, l'aplet bluetooth di gnome e specto.

Mi avvererte che ho fatto il login, vicino a pidgin, kupfer, l'aplet bluetooth di gnome e specto.

Era un po’ che non lo provavo e mi sembra essere migliorato, per non dire che va! 😛
Rispetto all’ultima volta che l’ho provato − circa una vita fa − hanno aggiunto una piccola cronologia delle ultime notifiche, e il motore predefinito adesso è gecko. Con webkit non si riusciva a premere il tasto per fare login, rendendo l’applicazione inutilizzabile.

Il pacchetto per Ubuntu (ma mi sa che va anche su Debian) lo potete trovare qui o nel mio repository.

Gnome: perché passare da Epiphany-gecko a Firefox. O vicerversa.

Ultimamente mi sono ritrovato a usare Firefox su un portatile non mio. È un paio di anni che uso Epiphany e tornare a Firefox mi sarebbe sembrato strano.

Eppure l’ho fatto.

Epiphany o Firefox? Per ora io sto col panda...

Epiphany o Firefox? Per ora io sto col panda...

Piccola introduzione

Firefox nasce come spinoff di Mozilla Suite (discendente di Netscape). È completamente basato su gecko. Anche i menu e l’interfaccia sono renderizzati da XULrunner.

Epiphany è l’evoluzione naturale di Galeon. Galeon è stato un altro programma derivato dalla Mozilla Suite, ma con interfaccia GTK1. Nel momento in cui sono uscite le GTK2 Galeon è risultato un po’ difficile da riadattare, per cui è stata fatta una riscrittura in GTK2, che poi ha assorbito Galeon. Epiphany.
Il motore di rendering delle pagine è ancora gecko (infatti è basato su XULrunner) solo che l’interfaccia grafica è in GTK2. Ne consegue che in ambiente Gnome ci sia un consumo minore di memoria, visto che le librerie probabilmente sono già usate da altri applicativi; in altri ambienti risulta un po’ più efficiente rispetto a Firefox, visto che le librerie compilate sono leggermente più efficienti di un menu in XUL.

Questi due sono stati i motivi principali del mio passaggio da Firefox a Epiphany.

Cosa c’è di migliore in Firefox

In una sola parola: estensioni.

Una delle varie proposte per il logo di Firefox

Una delle varie proposte per il logo di Firefox

Ce ne sono di ogni tipo. Alcune in puro XUL, altre corredate di eseguibili. Faccio un piccolo elenco di quelle che ho installato io:

  • Adblock Plus, un classico. Rimuove la pubblicità e vari elementi multimediali che si vogliono eliminare.
  • Add to Search bar, estensione che aggiunge qualsiasi barra di ricerca di un sito nella Search Bar (comodo se i siti non sono già predisposti)
  • AutoPager, carica in automatico alla fine di una pagina la pagina successiva (se rileva un sito compatibile). È un po’ uno spreco di banda, ma mi sembra che il tempo guadagnato valga la banda sprecata.
  • Better GReader, raccolta di Tweak per Google Reader.
  • Boost for Facebook, simile al precedente. Per Facebook.
  • Classic Compact Options, sarebbe da usare solo con il tema “Classic Compact”, ma io lo uso con quello base di Firefox. Permette di comprimere un po’ il menu per avere una zona di navigazione più espansa.
  • Cooliris, segnalato sul blog di Ulisse “Che ne so?” Perusin, un metodo alternativo per navigare in gruppi di immagini e video sul web.
    Un piano 3D dove sono appoggiate le anteprime, che scorre trascinandolo sul mouse. Io lo trovo terribilmente comodo, tanto che i video i Youtube e le immagini di Deviantart li cerco solo con quello, ormai…
  • Customize Google, un estensione che migliora la visualizzazione dei risultati di ricerca con Google e aggiunge un po’ di tweak alle varie applicazioni di Google.
  • Google Gears, un’estensione che permette di usare in offline alcuni contenuti online (io lo uso per velocizzare il caricamento di wordpress 😀 ).
  • Google Icon, aggiunge la favicon dei siti trovati nella ricerca di Google.
  • Googlepedia, affianca alle ricerche di Google l’articolo di wikipedia che c’azzecca ( 😀 ) di più. A volte funziona, altre consuma solo la banda di wikipedia. Adesso che l’ho descritto mi sembra una cosa molto stupida…
  • GooglePreview, affianca una schermata del sito che si sta cercando nelle ricerche di google e di yahoo.
  • iGoogle Tab Remover, rimuove la fastidiosissima colonna laterale che è stata aggiunta ultimamente su iGoogle.
  • Remove New Tab Button, come dice il nome rimuove il tastino “+” che aggiunge un nuovo tab. Preferisco il tasto centrale o la scorciatoia CONTROL+T.
  • TargetKiller, evita che i target impostati nei link facciano aprire i link in nuovi tab o finestre. Io odio i target! (cit. puffo Brontolone)
  • TinEye Image Search, per usare il motore di ricerca di immagini simili TinEye con immagini dei siti che si sta visitando.
  • Toolbar Buttons, permette di aggiungere alcuni bottoni (da una lista abbastanza ricca) nella barra degli strumenti.

Scusate la lista prolissa… Ma sono le estensioni che attualmente uso.

I vantaggi di Epiphany

Ovvero perché avevo fatto il passaggio da Firefox a Epiphany.

È il browser predefinito di Gnome. Più integrato nel sistema, uso maggiore di librerie GTK2 ed estensioni in python (oltre che in XUL). Insomma è un browser leggero e rende i caratteri a schermo in modo più nitido rispetto a Firefox.

Il correttore ortografico non funziona, purtroppo, e non ha la quantità abnorme di estensioni tipica di Firefox. Questi sono i motivi per cui sono tornato a Mozilla “Macigno” Firefox. Consiglio Epiphany a:

  • chi non usa le estensioni
  • chi ha un pc un po’ datato ma ci usa Gnome lo stesso (si può usare Epiphany anche su fluxbox o xfce, comunque…)
  • chi comunque voglia risparmiare un po’ di memoria in ambiente Gnome

Non che non ci siano le estensioni in Epiphany. Anzi è più facile crearle, visto che si possono fare anche in python. Solo che sono poche… Probabilmente perché è l’utenza di Epiphany è scarsa.

Poi adesso c’è pure un utente in meno… 😀

Fonte: Wikipedia per la storia dei due browser.

Per chi volesse il sorgente SVG della prima immagine la può trovare nel mio box.net a destra. O per far prima a questo collegamento.